Le opere in mostra si sviluppano attorno ai suoi autoritratti e sono esposte in un luogo di particolare valore simbolico e storico, denso di ricordi e testimonianze, la casa-museo dove l’artista è cresciuto accanto alla madre modista. La rassegna a cura di Alberto Fiz prende spunto da una serie di opere conservate all’interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella in un’esposizione intitolata Autorotella con diretto riferimento all’autobiografia dell’artista che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970. Si viene così a creare una stretta relazione tra parola e immagine nell’ambito di una rassegna che può essere letta come una dichiarazione di poetica, un modo originale per indagare il maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine.


90×60,3 cm – Courtesy Fondazione Mimmo Rotella

Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1958 al 1999 proponendo una sintesi di tecniche e stili: da Autoportrait, tela emulsionata del 1969, per giungere a Autoritratto napoleonico, lamiera con interventi di décollage e sovrapittura, passando attraverso un’altra lamiera dove compare l’artista con la figlia Asya sulle spalle. Non manca poi una scultura in bronzo con i tratti del motociclista e alcuni disegni autoironici e caricaturali.

Courtesy Fondazione Mimmo Rotella