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A Lecco l’Arte di Katsushika Hokusai

L’eleganza del tratto, il fascino della composizione, la profondità dei temi trattati: caratteristiche riconoscibili del Maestro giapponese

A Lecco l’Arte di Katsushika Hokusai

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A Lecco l’Arte di Katsushika Hokusai

L’eleganza del tratto, il fascino della composizione, la profondità dei temi trattati: caratteristiche riconoscibili del Maestro giapponese

Fino al 27 settembre 2026, le sale di Palazzo delle Paure a Lecco ospitano una importante rassegna dedicata al maestro giapponese, dal titolo “HOKUSAI. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa. Curata da Paolo Linetti, direttore del Museo d’Arte Orientale Collezione Mazzocchi di Coccaglio (BS), prodotta e realizzata da ViDi cultural e Ponte43, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, l’esposizione presenta 43 opere di Hokusai, che documentano alcuni aspetti della sua evoluzione stilistica, la cui cifra risiede nell’analizzare e comprendere la natura per poi trasfigurarla in qualcosa di universale. Il percorso espositivo ruota attorno a La grande onda al largo di Kanagawa, (in copertina) il capolavoro più iconico e conosciuto del maestro giapponese e una delle immagini più riconoscibili al mondo, che ha saputo affascinare sia l’inconscio dei giapponesi sia quello degli occidentali. Della Grande onda viene analizzato e svelato lo schema compositivo, costruito utilizzando un codice architettonico sul quale disporre linee, angoli e figure che l’occhio dello spettatore percepiva come armoniose, equilibrate ed eleganti. In particolare, vengono esposti due schemi geometrici, ritrovati da Paolo Linetti nel 2021, che il maestro utilizzava per costruire gran parte delle sue opere. Tali modelli son ben riconoscibili nelle sue creazioni più tarde e nei disegni realizzati con maggiore cura, e offrono una chiave unica per comprendere la genesi del suo genio.

Il Fuji visto dal mare, una xilografia contenuta nel secondo volume de Le cento vedute del monte Fuji

Hokusai, nell’arco della sua produzione artistica, continuerà la sua ricerca nell’immortalare l’onda perfetta; a Palazzo delle Paure si svela come si evolvono e trasformano nel tempo, particolari compositivi come i riccioli di schiuma, la spuma e le masse d’acqua. Tra i capolavori esposti la xilografia Caccia alla balena pubblicata nel secondo volume dell’Album di disegni dal vero di Hokusai (Hokusai shashin gafu), che rappresenta una drammatica caccia a una balena vista dalla spiaggia. O ancora, Il Fuji visto dal mare, una xilografia contenuta nel secondo volume de Le cento vedute del monte Fuji, realizzato tra il 1834 e il 1835; in questo caso, l’acqua assume una dimensione monumentale, ma pacificata, abbandonando la violenza della sua celebre controparte di Kanagawa, accompagnando lo sguardo dello spettatore in un flusso armonico e privo di tensioni emotive. Completa il percorso espositivo una sezione speciale che racconta la straordinaria influenza dell’arte giapponese sui linguaggi artistici occidentali. Dalla metà dell’Ottocento, infatti, la passione per il Giappone dilaga in tutta Europa, interessando il gusto della borghesia negli arredi e nella moda, ma anche l’occhio degli artisti, attenti alle novità introdotte dalle stampe dei maestri nipponici. Il confronto con l’estetica giapponese modifica radicalmente la creatività occidentale, introducendo elementi rivoluzionari, con esiti importantissimi, nelle arti applicate quanto nella pittura, da Monet a Whistler, da Van Gogh a Toulouse-Lautrec.

La carovana dal Libro illustrato album immagini dal vivo di Hokusai Vol. I, Collezione Mnemosyne
Mattino nevoso alla casa da tè a Koishikawa, xilografia policroma su carta da gelso 1830-1831