In Copertina: Copyright Lee Miller Archives Miss Lee Miller (Acconciatura di Dimitry). Lee Miller Studios, Inc., New York, USA, 1932. ©Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved. leemiller.co.uk
L’autunno di CAMERA – Centro italiano per la Fotografia di Torino vedrà protagonista una figura straordinaria della cultura mondiale del Novecento: la fotografa americana Lee Miller. La nuova mostra, curata dal direttore artistico di CAMERA Walter Guadagnini, presenterà fino 1° febbraio 2026 oltre 160 immagini tutte provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali pressoché inedite, per una chiave di lettura sia pubblica che intima del suo lavoro e della sua straordinaria personalità. L’esposizione dà inoltre il via ai festeggiamenti per i 10 anni del Centro con un programma ampio e articolato lungo un anno, dedicato al mondo della fotografia nelle sue infinite sfaccettature.

Il percorso espositivo si concentra sull’intensa attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento dell’autrice americana, ponte ideale tra gli Stati Uniti – la sua terra natale – l’Europa, dove si trasferisce ancora giovane e dove decide di stabilirsi – prima a Parigi e poi in Inghilterra – e anche l’Africa, dove trascorre alcuni anni della sua intensa vita. Di origine statunitense (nasce a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907), Lee Miller si sposta a Parigi alla fine degli anni Venti con la determinazione di diventare una fotografa, tanto da convincere Man Ray ad accoglierla come assistente nel suo studio.

Da questo momento inizia la sua carriera, e continua una vita fatta di incontri e scelte eccezionali: si avvicina al mondo surrealista, diventando amica e musa ispiratrice di Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard, stringe rapporti con artiste del calibro di Eileen Agar, Leonora Carrington, Dorothea Tanning e realizza alcune delle immagini più significative della storia della fotografia surrealista, contribuendo anche alla scoperta della solarizzazione, una tecnica che lei e Man Ray sfrutteranno al meglio. Intorno a metà anni Trenta si sposa e si trasferisce per qualche anno in Egitto, dove realizza immagini di paesaggio dal sapore enigmatico, per poi tornare in Europa alla vigilia del conflitto mondiale.

Il percorso della mostra segue un andamento cronologico, che evidenzia una delle caratteristiche principali della vita e dell’opera di Lee Miller: la sua inesausta curiosità e il suo continuo desiderio di cambiare, di scoprire aspetti nuovi tanto della vita quanto della fotografia. Le immagini che raccontano la sua partecipazione al clima surrealista appartengono infatti a un solo triennio, dal 1929 al 1932. In questo breve lasso di tempo, Lee Miller passa dall’essere solamente l’assistente e la modella di Man Ray – celebre è il racconto che lei stessa fece del loro incontro, in un bar vicino allo studio di Man Ray, al quale si presentò dicendo “Buongiorno, mi chiamo Lee Miller e sono la sua nuova assistente”, e alla risposta del maestro che le ricordava di non avere alcuna assistente lei replicò “Beh, da adesso ne ha una” – a realizzare opere come “Impasse des Deux Anges”, “Exploding hand” e “Coiffure”, tutte in mostra, fino a lavorare autonomamente nell’ambito della fotografia di moda e a recitare in un film di culto del periodo come “Le sang d’un poète” di Jean Cocteau.
